ogni tanto aggiungo qualcosa ...
CENTURIA: unità, originariamente di 100 uomini, in cui Servio Tullio suddivise la cittadinanza in base al censo, a scopo militare e politico.
COMIZIO (andare insieme): luogo ove si adunavano i cittadini.
COMIZIO CENTURIATO: assemblea per l’elezione dei magistrati, l’approvazione delle leggi e il giudizio di speciali processi.
COMIZIO CURIATO: assemblea del popolo ove venivano investivano del potere i re e i magistrati; erano interpellati in caso di dichiarazione di guerre.
CURIA: la più antica ripartizione politica e religiosa del popolo romano, attribuita a Romolo, il quale avrebbe diviso i cittadini in tre tribù (Tizî, Ramni e Lùceri) e ciascuna di queste tribù in dieci curie, le quali funzionavano come ufficio dello stato civile e di leva, riunendosi in assemblea nei comizî curiati.
DITTATORE: nella Roma repubblicana, magistrato straordinario investito di pieni poteri civili e militari, che rimaneva in carica sei mesi.
PONTEFICE: ciascuno dei membri del collegio a carattere giuridico-sacerdotale presieduto da un pontefice massimo . Il termine pontifex (da pons «ponte» e tema di facere «fare») inizialmente forse designava colui che curava la costruzione del ponte sul Tevere. Il numero dei pontefici variò nel corso del tempo. Nel 300 a.C. fu aperto alla partecipazione dei plebei (precedentemente la condizione patrizia era requisito indispensabile per accedere al pontificato).
TRIBUNO: magistrato, funzionario ed ufficiale le cui funzioni erano connesse alle tribù.
TRIBUNO DELLA PLEBE: magistrati eletti annualmente dalla plebe (da 2 a 10, a seconda dei tempi) per difendere i plebei contro gli abusi del potere statuale; erano dotati di facoltà solo negative (l’intercessione, cioè il veto o l’annullamento dell’atto o del decreto), di un potere derivante non dalla legge ma dal sostegno del popolo, tuttavia molto ampio.
TRIBUNO MILITARE: ufficiali superiori della legione romana (all’inizio erano 3, poi 6): in età repubblicana erano subordinati al console, eletti dal popolo (inizialmente venivano invece nominati dai magistrati) e comandavano collegialmente la legione, due per volta con turno mensile. Oltre che nella legione, in età imperiale vi furono tribuni anche a capo di alcuni reparti ausiliari e delle coorti di stanza a Roma.
TRIBUNO PAGATORE: capi elettivi delle tribù, con funzioni amministrative tra le quali il compito di distribuire il soldo alle reclute (donde il nome), col tempo sostituiti in questa funzione dai questori.
Questo blog è una raccolta disordinata dei miei appunti. Il tema principale è la storia di Roma.
Se passi per da queste parti, ti ringrazio. Se vuoi lascia pure un commento, ma abbi pazienza ... li guardo solo ogni tanto
Se passi per da queste parti, ti ringrazio. Se vuoi lascia pure un commento, ma abbi pazienza ... li guardo solo ogni tanto
venerdì 17 maggio 2013
giovedì 9 maggio 2013
Il dio Pan: quando l'estetica è una condanna
Sua madre – la ninfa Driope - fuggì terrorizzata vedendolo per la prima volta. Era deforme, l’aspetto caprino. Suo padre, Ermes, ebbe pietà di lui: lo avvolse in una pelle di lepre e lo portò nell’Olimpo. Ma divenne lo zimbello degli dei, deriso da tutti, specie da Dioniso. Qualcuno di loro ipotizzò che fosse il frutto dell’accoppiamento tra Zeus ed una capra.
Quando crebbe lasciò l’Olimpo. Era inguardabile, da solo vagava tra i monti dell’Arcadia, pascolando greggi ed allevando api. Divenne, così, un dio terrestre; amante della natura, allegro e spensierato.
Salvò Zeus dal mostro Tifone con un urlo agghiacciante e il padre degli dei – per riconoscenza – gli dedicò un segno zodiacale: il capricorno.
A causa della sua bruttezza, venne rifiutato e fu costretto ad “amare” se stesso. Si innamorò della Ninfa Siringa che per sfuggirgli si trasformò in canna. Era generoso, pronto ad aiutare chiunque gli chiedesse aiuto, ma era brutto! Non resse alla contrapposizione della bellezza incarnata da Venere, Apollo, Ganimede: fu l’unico dio che morì, come riferì il navigatore Tamo.
Nel tempio di Delfi c’era una sua statua e quando i Galli invasero la città, rimasero terrorizzati dal suo aspetto, fuggirono: furono colti – per così dire – dal “timor pan … ico”. Sì! panico deriva proprio da Pan.
La religione Cristiana si ispirò a lui per creare l’iconografia del demonio, di Satana stesso.
Come vedete, da sempre la bellezza conta. L’essere sgradevoli d’aspetto penalizza, al di là dell’esser più o meno generosi con gli altri.
Quando crebbe lasciò l’Olimpo. Era inguardabile, da solo vagava tra i monti dell’Arcadia, pascolando greggi ed allevando api. Divenne, così, un dio terrestre; amante della natura, allegro e spensierato.
Salvò Zeus dal mostro Tifone con un urlo agghiacciante e il padre degli dei – per riconoscenza – gli dedicò un segno zodiacale: il capricorno.
A causa della sua bruttezza, venne rifiutato e fu costretto ad “amare” se stesso. Si innamorò della Ninfa Siringa che per sfuggirgli si trasformò in canna. Era generoso, pronto ad aiutare chiunque gli chiedesse aiuto, ma era brutto! Non resse alla contrapposizione della bellezza incarnata da Venere, Apollo, Ganimede: fu l’unico dio che morì, come riferì il navigatore Tamo.
Nel tempio di Delfi c’era una sua statua e quando i Galli invasero la città, rimasero terrorizzati dal suo aspetto, fuggirono: furono colti – per così dire – dal “timor pan … ico”. Sì! panico deriva proprio da Pan.
La religione Cristiana si ispirò a lui per creare l’iconografia del demonio, di Satana stesso.
Come vedete, da sempre la bellezza conta. L’essere sgradevoli d’aspetto penalizza, al di là dell’esser più o meno generosi con gli altri.
giovedì 2 maggio 2013
Enea, Romolo e Remo
Così ci racconta Tito Livio.
Tutto nasce dall'incendio di Troia: Enea si salva, fugge col padre Anchise ed il figlio Ascanio. Giunge sulle coste laziali e si sposa con Lavinia, figlia del re Latino, monarca dell'omonima popolazione indigena. Nasce così la stirpe latino-troiana ed Enea fonda Lavinium (nei pressi dell'attuale Pratica di Mare).
Ma scoppia la guerra con Turno, re dei Rutuli, promesso sposo di Lavinia. Turno si allea con gli Etruschi di Cerveteri ed uccide Latino. Il troiano reagisce: vince la guerra ed uccide di suo pugno Turno; inizia così la supremazia degli antesignani del popolo romano.
Enea scompare per mano divina, mentre Ascanio fonda Alba Longa: siamo nel 1.100 a. c..
Passano circa 400 anni. Ad Alba Longa regna il buon Numitore che ha una figlia bellissima: Rea Silvia. Amulio, fratello di Numitore, lo scalza dal trono. Il nuovo re, non volendo una discendenza maschile che mettesse in pericolo il suo regno, costringe Rea Silvia a diventare sacerdotessa di Vesta, costringendola alla verginità. Ma era talmente bella che Marte se ne invaghisce e la possiede. E' lo scandalo: una vestale incinta! Amulio ha gioco facile nel condannare a morte Romolo e Remo, frutto della passione tra il dio e la vestale.
Rea Silvia cerca di salvare i suoi figlioletti: come accadde per Mosè, anch'ella abbandona i piccoli su una cesta in balia delle acque del Tevere.
Vaga una lupa per la campagna punteggiata da bassi colli. E' incredula per la perdita dei suoi cuccioli, uccisi da un predatore. Ha sete, scende verso il fiume. Mentre si disseta sente un disperato vagito. Sotto un fico, in un acquitrino, vede la cesta con i neonati. L'istinto materno vince: comincia ad allattarli.
Faustolo, un allevatore di porci, vede la scena e si commuove; porta i due gemelli nella sua capanna dove c'è la moglie Acca Larenzia. Li adottano, crescono belli, sani e forti.
Ormai ragazzo, Remo viene rapito dai banditi al soldo di Amulio. Suo fratello, Romolo, interviene uccidendo Amulio l'usurpatore, rimettendo sul trono il nonno Numitore. Il re di Alba Longa li invita a fondare una nuova città nei pressi di un'ansa del fiume (una "ruma", come la chiamavano gli Etruschi), ove il guado era facile.
Ma scoppia un diverbio tra fratelli: litigano sul colle ove fondare la comunità (Romolo aveva deciso per il Palatino, Remo per l'Aventino). Allora decideranno gli auspici: Remo sogna sei avvoltoi, Romolo afferma di averne sognati dodici!
Così Romolo si proclama vincitore della disputa e con un aratro traccia il solco che stabilirà il
confine della nuova città. Ma Remo reagisce: contrariamente a quanto stabilito dal
fratello, oltrepassa tale solco, cioè invade la città, violando il recinto sacro (il pomerio), venendo ucciso dal fratello.
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| Raffaello Sanzio: Enea e Anchise in fuga da Troia in fiamme |
Ma scoppia la guerra con Turno, re dei Rutuli, promesso sposo di Lavinia. Turno si allea con gli Etruschi di Cerveteri ed uccide Latino. Il troiano reagisce: vince la guerra ed uccide di suo pugno Turno; inizia così la supremazia degli antesignani del popolo romano.
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| Enea che uccide Turno |
Passano circa 400 anni. Ad Alba Longa regna il buon Numitore che ha una figlia bellissima: Rea Silvia. Amulio, fratello di Numitore, lo scalza dal trono. Il nuovo re, non volendo una discendenza maschile che mettesse in pericolo il suo regno, costringe Rea Silvia a diventare sacerdotessa di Vesta, costringendola alla verginità. Ma era talmente bella che Marte se ne invaghisce e la possiede. E' lo scandalo: una vestale incinta! Amulio ha gioco facile nel condannare a morte Romolo e Remo, frutto della passione tra il dio e la vestale.
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| Enea e Lavinia |
Vaga una lupa per la campagna punteggiata da bassi colli. E' incredula per la perdita dei suoi cuccioli, uccisi da un predatore. Ha sete, scende verso il fiume. Mentre si disseta sente un disperato vagito. Sotto un fico, in un acquitrino, vede la cesta con i neonati. L'istinto materno vince: comincia ad allattarli.
Faustolo, un allevatore di porci, vede la scena e si commuove; porta i due gemelli nella sua capanna dove c'è la moglie Acca Larenzia. Li adottano, crescono belli, sani e forti.
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| Pieter Paul Rubens: Romolo e Remo allattati dalla lupa |
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| Remo prigioniero al cospetto di Amulio sul trono |
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| Il Cavalier d'Arpino: la fondazione di Roma |
confine della nuova città. Ma Remo reagisce: contrariamente a quanto stabilito dal
fratello, oltrepassa tale solco, cioè invade la città, violando il recinto sacro (il pomerio), venendo ucciso dal fratello.
E' il 21 aprile del 753 a. c., ovvero l'anno 0 ad urbe condita
lunedì 15 aprile 2013
La caduta dell'Impero Romano (395 d.c. – 476 d.c.)
Onorio (nato nel 384 - imperatore dal 393 al 423)
Costanzo III (nato nel 370 - imperatore nel 421)
Valentiniano III (nato nel 419 - imperatore dal 425 al 455)
Petronio Massimo (nato nel 397 - imperatore nel 455)
Avito (nato nel 395 - imperatore dal 455 al 456)
Maggioriano (nato nel 420 - imperatore dal 457 al 461)
Libio Severo (nato nel 420 - imperatore dal 461 al 465)
Antemio (nato nel 420 - imperatore dal 467 al 472)
Anicio Olibrio (nato nella prima metà del 400 - imperatore nel 472)
Glicerio (nato nel 420 - imperatore dal 473 al 474)
Giulio Nepote (nato nel 420 - imperatore dal 474 al 475)
Romolo Augusto (nato nel 459 - imperatore dal 475 al 476)
Tutto iniziò con Romolo, beffardamente terminò con il suo omonimo Augusto un adolescente, definito con scherno dalla storia Augustolo ... che fatica!
- Vero nome: Flavio Onorio
- Caratteristiche: figlio di Teodosio I. Fratello di Arcadio, nominato nel frattempo imperatore d’Oriente. Aveva un carattere bizzarro, si dice non avesse avuto rapporti con nessuna delle sue mogli e fosse molto affezionato alle sue galline (una di queste la chiamò Roma). Abolì i giochi gladiatori per ingraziarsi la chiesa. Durante la sua infanzia venne affidato dal padre al generale Vandalo Stilicone. Mentre egli risiedeva a Ravenna, Alarico, re dei Visigoti, saccheggiò pesantemente Roma (420). Morì di idropisia, lasciando l’impero nello sfascio più totale.
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| Onorio |
- Vero nome: Flavio Costanzo
- Caratteristiche: generale sotto l’impero di Onorio, ne sposò la sorella Galla Placidia. Fu padre di Valentiniano III. Ebbe risentimento con l’imperatore d’Oriente Teodosio II, quest’ultimo sperava di riunificare l’impero dopo la morte di Onorio. Pare fosse incorruttibile all’inizio della sua carriera, per diventare alla fine venale. Morì improvvisamente
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| Costanzo III |
- Vero nome: Flavio Placido Valentiniano
- Caratteristiche: figlio di Costanzo III e di Galla Placidia. Uccise Ezio, valido generale romano, per invidia. Ezio aveva sconfitto Attila nel 451. Con lui l’impero completò il suo declino. Venne assassinato sulla via Prenestina. Assieme a Teodosio II concordò la validità reciproca, in Occidente e in Oriente, delle norme del Codice Teodosiano (438).
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| Valentiniano III |
- Vero nome: Petronio Massimo
- Caratteristiche: concorse all’assassinio di Ezio e di Valentiniano III. Costrinse la vedova dell'imperatore, Eudossia, a sposarlo e dette in sposa a suo figlio Palladio la figlia di lei Eudocia. Fu ucciso dalla plebe quando tentò di fuggire dai Vandali di Genserico.
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| Petronio Massimo |
- Vero nome: Flavio Eparchio Avito
- Caratteristiche: ricondusse la Pannonia sotto il governo imperiale. Fu dichiarato decaduto dal Senato, in seguito venne nominato vescovo di Piacenza. Dopo poco tempo, mentre tentava di fuggire segretamente, fu ucciso dai soldati di Ricimero (generale romano, famoso per le sue vittorie contro i Vandali) e di Maggioriano.
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| Avito |
- Vero nome: Giulio Valerio Maggioriano
- Caratteristiche: venne acclamato dalle truppe a Ravenna, ma a lui fu ostile Leone I, imperatore d’Oriente. Respinse un tentativo di invasione dei Vandali nell’Italia meridionale. Ma loro stessi lo sconfissero in Spagna. Tornato in Italia fu imprigionato su ordine di Ricimero e ucciso.
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| Maggiorano |
- Vero nome: Libio Severo
- Caratteristiche: fu voluto come imperatore da Ricimero, ma anch’egli ebbe l’ostilità di Leone, imperatore d’Oriente. Combatté contro i Vandali di Genserico. Pare sia morto per cause naturali.
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| Libio Severo |
- Vero nome: Procopio Antemio
- Caratteristiche: nel 467 Antemio fu scelto per aiutare Ricimero a fronteggiare Genserico, re dei Vandali. Antemio giunse in Italia con un forte esercito e fu acclamato Augusto a Roma il 12 aprile 467. Ma Ricimero tramò contro Antemio e si giunse ad una lotta aperta. Ricimero si stabilì a Milano, pronto a invadere Roma. Nel 472 scoppiò a Roma la guerra civile quando Ricimero nominò Olibrio imperatore (addirittura appoggiato da Genserico). Antemio fu sconfitto nei pressi della Mole Adriana, rifugiandosi nella chiesa di S. Crisogono in Trastevere, ma fu scoperto e ucciso (11 luglio 472).
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| Antemio |
- Vero nome: Flavio Anicio Olibrio
- Caratteristiche: sposò Placidia, figlia di Valentiniano III, rimase in carica per soli cinque mesi, nominato imperatore da Ricimero. Nel frattempo quest’ultimo morì. Il regno di Olibrio è stato caratterizzato dalla sua forte religiosità nei confronti del Cristianesimo. Morì per malattia.
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| Anicio Olibrio |
- Vero nome: Flavio Glicerio
- Caratteristiche: ebbe l’ostilità di Leone I, imperatore d’Oriente, il quale gli mosse contro l’esercito comandato dal generale Giulio Nepote. Fu fatto prigioniero a Porto e nominato vescovo di Salona (città della Dalmazia), venendo quindi deposto. Sicuramente si hanno notizia della sua esistenza in vita fino al 480.
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| Glicerio |
- Vero nome: Flavio Giulio Nepote
- Caratteristiche: era il comandante delle truppe in Dalmazia. Oreste, capo delle milizie della Gallia, si ribellò, nominando imperatore il proprio figlio Romolo Augusto. Egli si rifugiò in Dalmazia, conservando il titolo d'imperatore anche dopo la deposizione di Augusto. Venne ucciso presso Salona da due suoi seguaci .
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| Giulio Nepote |
- Vero nome: Romolo Augusto
- Caratteristiche: divenne imperatore a sedici anni; detto Augustolo per la sua giovane età. Il padre Oreste fu il vero governatore finché Odoacre, generale romano di origini germaniche il quale lo sconfisse. In seguito Romolo Augusto fu deposto e mandato a Napoli. Finì l’Impero Romano e Odoacre fu nominato re d’Italia.
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| Romolo Augusto |
martedì 9 aprile 2013
Gli imperatori della seconda metà del IV secolo (364-395)
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364-375
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375-378
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378-379
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379-383
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383-392
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392-395
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VALENTINIANO I
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VALENTE
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VALENTE
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GRAZIANO
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GRAZIANO
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GRAZIANO
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VALENTINIANO II
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VALENTINIANO II
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VALENTINIANO II
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VALENTINIANO II
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TEODOSIO I
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TEODOSIO I
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TEODOSIO I
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Valentiniano I (nato nel 321 - imperatore dal 364 al 375)
- Vero nome: Flavio Valentiniano
- Caratteristiche: figlio di un generale fece parte dell’esercito di Giuliano l’Apostata. Fu acclamato imperatore, ma gli venne indicato di eleggere un co-imperatore. Egli scelse suo fratello Valente. Più attento ai soldati che ai senatori, fu il suo un governo equo. Fondò scuole e diffuse l’assistenza sanitaria, ma fu costretto ad aumentare le tasse. Era cristiano. Soppresse la rivolta di Procopio (usurpatore ai tempi di Giuliano). Si recò anche in Germania, Africa e nelle zone danubiane. Morì per un ictus.
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| Valentiniano I |
- Vero nome: Flavio Valente
- Caratteristiche: fratello di Valentiniano I, ariano. Affrontò e sconfisse Procopio. Sconfisse i Goti (prima guerra gotica). Alla morte improvvisa di Valentiniano, le truppe in Pannonia nominarono augusti i figli di quest’ultimo: Graziano e Valentiniano II. Nel 378 ebbe luogo la battaglia di Adrianopoli in Turchia. I romani furono sconfitti dai visigoti e l'imperatore Valente morì. A questa sconfitta seguì la dissoluzione territoriale dell'impero e segnò la fine della supremazia della fanteria romana.
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| Valente |
- Vero nome: Flavio Graziano
- Caratteristiche: figlio di Valentiniano I. Fu clemente, limitando gli atti di tortura. Fu cristiano convinto, ostile al paganesimo ed all’arianesimo. Vinse contro gli Alemanni, mandò il generale Teodosio (futuro imperatore) contro i Goti dopo la disfatta di Adrianopoli. A causa del favoritismo verso i Barbari, fu inviso alle truppe e venne assassinato.
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| Graziano |
- Vero nome: Flavio Valentiniano
- Caratteristiche: figlio di Valentiniano I. Governò l’Italia, l’Illirico e l’Africa. Stabilitosi in Gallia, ebbe come ministro Arbogaste, un franco, pagano ed in dissidio con lui. Invocò l’aiuto di S. Ambrogio, ma prima che egli arrivasse, l’imperatore fu trovato impiccato. Forse fu omicidio, forse fu suicidio.
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| Valentiniano II |
- Vero nome: Flavio Teodosio
- Caratteristiche: magister militum sotto Graziano, divenne augusto dell’Oriente. Ristabilì la pace nei Balcani. Avversò l’Arianesimo e combatté il paganesimo. Stabilì un accordo con i Persiani sulla questione Armena. L’impero fu totalmente nelle sue mani. Fu l’autore di una tremenda strage contro gli abitanti di Tessalonica, ma S. Ambrogio lo spinse ad una pubblica penitenza nella basilica di Milano nel 390. Con l’editto di Costantinopoli del 392 vietò il culto delle divinità pagane. Ma l’Occidente pagano riconobbe imperatore Eugenio (capo della cancelleria), nomina non accettata da Teodosio. Nel 394 Teodosio marciò vittoriosamente contro Arbogaste ed Eugenio. Ma egli si ammalò e, dopo aver affidato l'Occidente a suo figlio Onorio, morì a Milano.
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| Teodosio I |
mercoledì 27 marzo 2013
La dinastia costantiniana (337 d.c. – 364 d.c.)
Alla morte di Costantino Magno (337) l'Impero fu suddiviso in quattro zone, governate dai suoi figli Costantino Iunior o secondo, Costanzo e Costante; inoltre fu nominato Cesare suo nipote Flavio Dalmazio. Ma in quell'anno i figli di Costantino operarono una "purga" dei maschi della dinastia con l'aiuto degli eserciti. Tra le vittime di questa purga cadde anche Flavio Dalmazio che venne ucciso nello stesso anno.
Nella figura successiva, com’era diviso l’Impero dopo la morte di Costantino I
Segue una sintesi sulla dinastia costantiniana
Costanzo II (nato nel 317 - imperatore dal 337 al 361)
Giuliano, detto l’apostata (nato nel 331 - imperatore dal 360 al 363)
Gioviano (nato nel 331 - imperatore dal 363 al 364)
Nella figura successiva, com’era diviso l’Impero dopo la morte di Costantino I
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| Suddivisione dell'Impero post-costantiniano |
Costantino II (nato nel 316 - imperatore dal 337 al 340)
- Vero nome: Flavio Claudio Giulio Costantino
- Caratteristiche: figlio di Costantino I, fu nominato augusto insieme ai fratelli Costanzo II e Costante I. Esigeva il controllo sui domini di Costante, nel 340 invase l'Italia, ma fu ucciso dagli ufficiali del fratello.
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| Costantino II |
- Vero nome: Flavio Giulio Costanzo
- Caratteristiche: figlio di Costantino I, fu contrario al paganesimo. Favorevole all’Arianesimo, mandò in esilio papa Liberio. Fu battezzato, in punto di morte, da un vescovo ariano. Morì mentre stava marciando contro Giuliano.
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| Costanzo II |
Costante I (nato nel 321 - imperatore dal 337 al 350)
- Vero nome: Flavio Giulio Costante
- Caratteristiche: figlio di Costantino I, combatté contro i Franchi, assicurando per alcuni anni la pace alle province occidentali. Favorì i vescovi ortodossi contro gli ariani. Fuggì in Spagna per una congiura contro di lui, ove fu ucciso.
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| Costante I |
- Vero nome: Flavio Claudio Giuliano
- Caratteristiche: figlio di Costanzo II, tentò restaurazione del paganesimo, all’inizio neutrale per diventare intollerante verso i Cristiani. Si occupò inoltre della riorganizzazione finanziaria e burocratica. Dichiarò guerra ai Persiani che minacciavano i confini orientali dell'Impero. Durante questa campagna militare morì colpito da un giavellotto.
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| Giuliano l'apostata |
- Vero nome: Claudio Flavio Gioviano
- Caratteristiche: generale di Giuliano, fu acclamato imperatore dai suoi soldati. Abrogò le regole che Giuliano aveva introdotto a favore del paganesimo. Concluse malamente la guerra contro i Persiani abbandonando i territorî intorno al Tigri e all'Eufrate. Morì per le esalazioni di un braciere.
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| Gioviano |
martedì 26 marzo 2013
La seconda tetrarchia (306 d.c. – 337 d.c.)
Diocleziano aveva operato la riforma della suddivisione del governo dell’Impero con la nomina di due Imperatori e di due Cesari:
- Imperatori: Diocleziano per l’Oriente, Massimiano per l’Occidente
- Cesari: Galerio per l’Oriente, Costanzo Cloro per l’Occidente
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| Prima tetrarchia -293 d.c. |
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| Seconda tetrarchia - 305 d.c. |
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| Seconda tetrarchia - dal 306 al 307 d.c. |
L'11 novembre 308 Galerio organizzò un incontro tra lui, Massimiano e Diocleziano. Massimiano fu obbligato ad abdicare, Costantino fu nuovamente degradato a cesare assieme a Massimino Daia. Licinio, commilitone di Galerio, fu nominato augusto d'Occidente. Lucio Domizio Alessandro era il vicario del prefetto del pretorio in Africa e controllava anche la Sardegna. Quando Massenzio gli ordinò di inviare a Roma il proprio figlio come ostaggio, Alessandro si rifiutò e i suoi soldati lo proclamarono imperatore (308). Fu sconfitto e ucciso nel 311.
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| Seconda tetrarchia - 308 d.c. |
Nel 311 Galerio morì lasciando l’Impero diviso in quattro parti: Massimino Daia e Licinio in Oriente, Costantino e Massenzio in Occidente.
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| Seconda tetrarchia - dal 310 al 312 d.c. |
Nel 312 vi fu l’epilogo di questa faccenda complicata: Costantino sconfisse l'esercito di Massenzio a Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312. Lo stesso Massenzio trovò la morte in quella circostanza.
Nel 313 Licinio e Costantino vennero ad un accordo: il primo avrebbe regnato in Oriente, il secondo in Occidente, lasciando fuori dalla partita Massimino Daia. Quest’ultimo si fece proclamare unico imperatore dalle truppe e mosse dalla Siria verso occidente con un esercito di 70.000 armati, conquistando Bisanzio in 11 giorni. Ma Licinio ebbe la meglio e Massimino Daia morì.
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| Seconda tetrarchia -313 d.c. |
Ma il conflitto riprese nel 324 quando Costantino assediò Licinio a Nicomedia. Quest’ultimo si arrese e venne mandato in esilio. L'anno seguente Licinio fu impiccato, sospettato di aver di nuovo complottato ai danni di Costantino.
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| Seconda tetrarchia - 324 d.c. |
Nel 332 suo figlio - Costantino II - sconfisse i Goti. Nel 335 Costantino I divise l'amministrazione dell'Impero tra i figli Costantino II, Costante, Costanzo, e i nipoti Delmazio e Annibaliano.
Di seguito una sintesi degli Imperatori ufficiali della seconda tetrarchia
- Vero nome: Flavio Valerio Severo
- Caratteristiche: divenne Augusto alla morte di Costanzo. Galerio gli ordinò di andare contro Massenzio. Si dové rifugiare a Ravenna perché tradito. Fu catturato e portato a Roma ove fu fatto uccidere da Massenzio.
Massimino Daia (imperatore dal 308 al 313)
- Vero nome: Galerio Valerio Massimino Daia
- Caratteristiche: fu un crudele tiranno, si ubriacava, tenendo solo al favore dei soldati. Contrastò il Cristianesimo, esecutore dei dictat di Diocleziano. Fondò nuovi templi nelle vicinanze delle chiese cristiane. Pare che sia stato un mecenate per l’arte e la letteratura
Licinio (nato nel 250 - imperatore dal 308 al 324)
- Vero nome: Flavio Valerio Liciniano Licinio
- Caratteristiche: sposò la sorella di Costantino I Costanza. Sconfisse Massimino, divenendo governatore di tutto l'Oriente. Ben presto venne a conflitto con Costantino. Egli fu avverso ai cristiani (320). Nel 324 Costantino I lo costrinse ad arrendersi e fu confinato a Tessalonica. Fu fatto decapitare da Costantino perché tramò contro di lui in accordo con i Goti.
Costantino I detto Magno (nato nel 274 - imperatore dal 306 al 337)
- Vero nome: Flavio Valerio Costantino
- Caratteristiche: Stabilì che il comando supremo dell'esercito fosse affidato all'imperatore. L'importanza di Costantino è legata soprattutto alla politica verso il cristianesimo al quale concesse pienezza di libertà e di diritti con l’editto di Milano (313) . Egli era pagano, pare fosse stato battezzato solo in punto di morte. Convocò il Concilio di Nicea (325) per la questione ariana. È andata perduta una sua statua equestre presente nel foro, scambiata nel Medio Evo con quella del Marc’Aurelio ora presente nel Campidoglio, una volta collocata nel Laterano. Eresse l’Arco di Giano nel Foro Boario, oggi ancora troneggiante nella zona del Velabro. Morì presso Nicomedia (337); fu sepolto a Costantinopoli.
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